Un po’ mi manchi

Un po’ mi manchi, solo un po’
Tutte le notti
In qualche risveglio
Nei mille ricordi
Di vacanze passate
Di cene, matrimoni, compleanni
Nelle foto, nelle parole, nelle promesse
Sentite
E mai avverate
Negli abbracci serali
E i baci al mattino
Negli sguardi carichi di cose non dette
Troppo grandi per essere vere
Nelle paure di un domani
Che si desiderava davvero
Ma per il quale non ci si sente mai
Davvero pronti..
Il mondo va avanti
E un po’ mi trascina
Eppure
Ad ogni battito
Del cuore
Davvero, ti dico
Un po’ mi manchi.

Tuo ero ma..

Tuo ero, sono, sempre stato.
Tuo ma non di me, mai mio, mai libero, mai sicuro. Catene di gioia e speranza, di significato ed essenza. Prigioniero di un futuro troppo bello da poter essere scambiato. Il dramma d’un amore insostituibile, a cui tutto di me era legato.
Tutto di me lo è tutt’ora.
E nei miei occhi la pochezza di quant’ero. E tu principessa d’un cialtrone, dama senza castello, regina d’una reggia senza mura. E io misero me, ad avermi come unica cosa da donare. Quanta pochezza ai miei occhi da scambiarti per l’assoluto sogno del mio cuore.
Quanta paura serve a un uomo innamorato per fargli perdere il suo amore? Solo quel tanto che a me è bastato. Quel tanto che gli cala gli occhi, e gli allontana le mani, e gli toglie il calore dalle braccia. Quel tanto che basta a far sentire il suo tutto, poca cosa, dimenticato.
Quel tanto di troppo che piega l’amore d’un uomo nel peccato, e gli fa cercare nella crudeltà quella libertà che tanto ha sperato, d’essere padrone del suo cuore, d’essere del proprio amore comandante e non soldato. Cosi si uccide un sogno realizzato. Così si perde l’unica donna a cui il proprio cuore sempre sarà legato.

Solo scrivere di te

Non ho smesso di scrivere di te, di pensare te, di sognarti.
Né di amarti.. mai ho smesso.
Di sperare si.
Di vedere il mio sentire un pozzo, le mie parole, funi, il tuo silenzio un arido terreno da poter abbeverare.
Ho smesso di cercare.
E tengo per me le piogge del mio cuore. E non cerco germogli nel tuo viso. E aspetto la rosa di cristallo appassire, aspetto il mio tormento lenire, questo mio infinito amore finire..
Aspetto un malanno esacerbato da poter prevenire e che finalmente giunga il giorno del mai stato.

Amare non significa star bene

Amare non significa stare bene.
Amare significa assegnare ad un altro individuo un’importanza superiore a quella di tutto il resto dell’universo.
E ritrovare in questo il senso stesso della vita e dell’esistenza tutta.
E non c’è niente di giusto in tutto ciò.
E si può tranquillamente vivere senza amare.
Si può vivere stando bene, con un’altra persona.
C’è una ragione se l’amore è associato più al dolore che alla felicità.
Perché l’amore è il sacrifico della propria individualità di fronte all’altare dei sentimenti.
E non c’è un modo sano di amare.
C’è sicuramente un modo sano di vivere.
Ma ragazzi.
Se amate, se amate veramente
e avete la fortuna di venire amati a vostra volta.
Beh.
Non c’è forma di benessere al mondo che possa tenergli testa.

Non devo

Non devo vederti, non devo sentirti,
non devo cercarti, non devo pensarti.
Cosi lentamente uscirai anche dai miei sogni.
Smetterei di intrufolarti tra i miei silenzi.
Cesserò di amarti.
E finalmente sarò libero
fino al momento in cui non sentirò
il tuo profumo
o il tuo nome
o il suono di un messaggio;
fino a che non guarderò il tramonto,
fino a che non cercherò un regalo,
fino a che non vedrò una coppia,
un neonato,
fino a che non chiuderò i miei occhi,
fino ad allora
sarò salvo
e non ti avrò mai amato.

Non ho smesso

Non ho smesso di amarti,
ho solo smesso di credere
nella forza dell’amore,
ho solo capito
che non ci sono persone
destinate a stare insieme,
ho solo accettato
che certe volte la vita
predispone degli amori
insostenibili,
che ci si sceglie con tempi diversi,
ma ci si allontana per le stesse paure
e alla fine
ci si ferisce cosi tante volte
che anche se il cuore
non smette di battere guardando i tuoi occhi,
l’unica cosa che resta da fare
è abbassare lo sguardo.

Perché certe volte l’amore
è semplicemente una battaglia
che non puoi vincere.