Un domani troppo recente

Notte insonne
Nuovamente
Cerco disperatamente una via per la pace.
Analizzo le vicissitudini future
Per trovarvi conforto
Senza risultato.
Non posso che amarti
Devo solo imparare a farlo
Senza di te.
Devo solo sapermi vedere
Felice
Senza il tuo viso
Sul mio.
Non è la quadratura degli occhi
A definire il benessere
Ma gli infiniti spazi
Tra il tuo sguardo
È ciò che il mondo ti rimanda.
Mille bugie
Per sopportare
La tua assenza
E riempire un vuoto
Con parole immateriali.
Palliativi
Per un animo rotto.
Ma non conosco il mio destino
Perciò non me ne posso
Disperare.
Non mi resta che aspettare
un domani
Che più non sappia
di passato.

Quando una corda di spezza

Quando una corda si spezza
e solo un filamento rimane
tragicamente ti chiedi
se spezzarlo
e così ora è il mio cuore
appeso
ad un filamento solo
unico e superstite
di questo amore sbagliato.
Tutto dell’evidenza
dimostra l’irreparabile
tutto di quel filamento
dimostra il legame
e grida di speranza:
“tienimi
così che io sollevi il mio compagno
e questi il compagno al suo fianco
e finalmente ogni filamento
s’abbracci al suo fratello
e la corda si rinsaldi
per un nuovo amore”.
Ma la corda è spezzata
e il mondo è brusco
e basta un soffio
a spezzare ogni sogno
così fragile
basta un brusio
a soffocare le voci più candide.
Basta uno sbaglio
a uccidere un futuro meraviglioso
di schianto.
Una corda si spezza
senza rumore
e più nemmeno
la forza di un pianto.

Come due Fiori

Lontani
come fiori ai lati opposti
di un campo sterminato.
Polline, il pensiero vaga
carezze d’ape
forse anche un sorriso
ti giunge
dal mio antro sconsolato.
Rido,
mentre i petali si flettono
ed il vento incede
addossato alla fiumana colorata.
E questo moto
che da me, primo, parte
mi rallegra.
Un abbraccio,
questo gran coro porta
oltre ad un piccolo sospiro.
Che incede, sussurrato
nella risacca del prato
come se fosse un’illusione.
Questo è il mio abbraccio,
spero che ti giunga
e che tu lo accolga
come un’onda
che cancella
le dure orme del passato.
Sorrido
con gli occhi
salmastri e chiusi
vedendo
in te un sorriso
di sabbia fina, bianca e pura
e mi avvolgo col pensiero
che l’ha generato.

Come fossimo tranquilli

Parliamo
come fossimo tranquilli
di una vita senza noi.
Non so che provo
forse l’ultimo baluardo
di un sentimento morente
forse l’eco di qualcosa di più forte.
Sei una donna
come più non se ne trovano
sono un uomo
come mai ne troverai
pregi e difetti
costretto a scontrarmi
con la crisalide di diversità
che mi contiene.
Torneremo in forma rinnovata
che forse non saprà più d’amore
ma che saprà comunque
di noi.
Ti lascio il tempo della vita
per imparare a ritrovarmi.

Pensarti mi fa male

Pensarti mi fa male
ma non riesco a desistere.

Non so che volere…

Poiché dimenticarti è impossibile
come riaverti
e non trovo strade
per andare avanti
che non mi rammentino
il tuo nome.

Vivo con un cuore
asfissiato
sapendo
che nessun bacio
o carezza
d’altri
può colmare
ciò che manca.

Lo so
stiamo ancora sanguinando
per ferite recenti
e mai passate
ma non riesco a vivere
senza aspettare
un domani
che sappia di noi
nuovamente
verso un per sempre
che sappia d’amore
come nei film
e finalmente
poter ridere
amaramente
del giorno in cui hai mollato.

E masochisticamente
rimango a guardarti
mentre ti allontani.

Lo so…
pensarti mi fa male
ma non riesco a desistere.

Un Venerdì 13 a Parigi

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Parigi

la notte di un venerdì tredici

tragicamente fatale.

Capisco l’odio:

la morte

strappa l’amore

anche dagli esseri più candidi.

Prego solo

che il sangue smetta di scorrere

e che per questa notte

l’ira si plachi

per un silenzio solenne.

Siamo sull’orlo

di una guerra

che strapperà alle madri i figli

e distruggerà famiglie

e forse non servirà a niente

come tutte le altre.

Dobbiamo fare qualcosa

lo so

ma combattere la morte con la morte

non farà che ucciderci

e lasciare soli

quelli che resteranno.

Che siano queste perdite

motivo di raccolta

e di amore;

che chi debba pagare paghi

ma che la vendetta

non diventi la ragione di una vita

poiché per ogni malvagio

pagano mille innocenti

e non v’è fazione che sia privo

sia degli uni che degli altri.