Mi hai insegnato

Mi hai insegnato a sperare, a credere, a perdonare;
mi hai insegnato a vivere e godere delle piccole cose;
mi hai insegnato a soffrire
senza mollare;
mi hai insegnato ad amare,
ed infine ad arrendermi
e non tornare.

La notte più bella

Ho girato il mondo
per mesi
eppure la serata più bella di tutte
è stata stanotte
a casa mia
nel mio letto
ti ho sognata
e ho sognato un bacio
che neanche più
osavo desiderare..
Sveglio
ho rinnegato il tuo amore
e ho cancellato il tuo nome
d’ovunque i miei occhi
potessero cadere
e ho giurato a me stesso
di fuggire mille leghe ed oltre
per non soffrire d’amore
per rinnegare
il tuo nome
in risposta
a tutti i sogni del cuore..

Non so più sperare

Sei tra i ricordi più belli
quelli duri da dimenticare
sei il mio quasi amore
di una vita
sei stata il sogno vero
di un’era gia finita
sei stata il tutto pieno
ma ora non so più sperare.

Ti fuggo
tra le barche e i treni
ti sfuggo
mentre tu non celi
gli sforzi
per restare in piedi
nei sogni
pure lí non cedi.

Tensione ed ansia
non le affogo in piedi
seduto
le immergo
e sfondo i cieli
le risa
senza senso e speri
che i cuori
si sazino coi veti.

Il mio ormai
ha giá perso pezzi
tra i mari, i fiordi e varie feste
son briciole
quelle che ancor mi tengo
ricordi forti senza sentimento
sapori di un dolore
che ormai non saprei calmare
il sogno è morto
e non so più sperare.

Non sono io

Non sono io
l’uomo per cui lascerai tutto,
né quello che sposerai..
Sarò l’amore folle
di alcuni anni
difficili
e un ricordo pregno
di squisita complessità.

Forse il sogno impossibile
che cerca di valicare il tuo mattino,
quello più vero
della realtà stessa,
per cui spesso ci si ritrova
a fantasticare una vita
migliore
di quella che meritiamo.

Diversi

Danziamo abbracciati
nel buio
con due fiaccole accese
una sul presente
l’altra sul domani
timorosi delle ombre
che ci sfiorano i fianchi
e nulla ci guida
e nulla ci ascolta
e barlumi lontani
su poli contrari
ci strappano
al calore
dell’ultimo bacio
e le membra ancora assopite
nel sogno di noi
sussultano
al freddo
che ci avvolge
mentre tremanti
le ultime dita
si perdono
e di quell’ultima carezza
non rimane che un eco
dolce
nel corpo.

Ci ho provato

Ci ho provato
davvero
ma non ce la faccio
fa troppo male
regalarti il mio cuore
e vederlo calpestato
sogno dopo sogno
contro l’asfalto della tua indifferenza.

Non posso donarmi
a chi non mi vuole
e mi rifiuta
e in un antro buio
della propria esistenza
mi relega.

Non posso amare
chi mi prende
solo quando le stelle si allineano
e i pianeti smettono di ruotare
e i silenzi sospirano
mostrando il bagliore delle ombre
negli anfratti del mio cuore.

Così raramente
poggi le tue labbra su di me
sinceramente
che ormai non ne riconosco più il sapore.

Frenata è la tua danza
sul mio ventre
e vedo il mio corpo di legno
privo di linfa
muoversi
senza suscitare alcun flusso emotivo
e mi vedo morto
al tuo fianco
e morto è il mio cuore
ormai esausto, scarico e svuotato
incapace di riprendersi
dall’ennesimo stiletto.

Uccidi un cadavere
distanza dopo distanza
silenzio dopo silenzio
e non mi guardi negli occhi
mentre vado via
e non sai quanto lontano
nello spazio e nel tempo
fuggirò
per proteggermi da te
e dall’amore disperato
che ancora ti cerca
in qualche anfratto del mio cuore
in attesa che i pianeti s’arrestino
e i silenzi sospirino
e le ombre dipanino
l’oscurità che profondamente
è calata
sul mio cuore.

Rimango

Come un albero cavo
di sola corteccia
svuotato
sto
radicato
in un passato
troppo prossimo
per essere dimenticato.

Baci, come foglie morte, secche, sparse su di un suolo duro.

Il mio autunno avanza.

Sospiri rintanati, in letargo, attendono, chiusi,
l’ennesima primavera mancata.

Tace
il canto dei boccioli schiusi.

Vuoto
per accogliere un’eco
Rimango.