L’esistenza è un volo

Siamo uccelli che volano nel vuoto
Stanchi di sbattere incessamente
le nostre ali
Ma timorosi dell’abisso che sorvoliamo
Senza riposo.
Senza rami né distese su cui posarci
Senza orizzonti a cui guardare
Miopi alla vita
E perciò pieni di miraggi
A cui puntare
Gioiosi e canterini
Ma anche soli e sconsolati
Certi solo
Del baratro
che ci è nido e riparo
E noi cantiamo
E battiamo forte le nostre ali
E ci libriamo in alto
Sempre piu alto
Come potessimo fuggire
ignorando il richiamo
dell’unico destino
da cui eternamente emigriamo.

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Sto morendo

Io sto morendo
come tutti
inevitabilmente
inesorabilmente.
Siamo tutti gocce
su di un vetro
che è la vita
verso un baratro
che è l’oblio
attratti
da una forza inarrestabile
che è la morte
scendiamo tutti
come in una gara
chi prima e chi dopo
alcuni ad un certo punto sfrecciano
e si perdono
oltre il traguardo
altri sembrano fermarsi
e godono
di risa ed affetti
ma sono solo un momento
solo attimi
stasi
di pura illusione
perche alla fine tutti cadiamo
tutti caliamo
oltre il traguardo
verso una caduta
che non ha mai
fine.

Ho paura di morire

– evitare se si ritiene la morte un argomento tabu –

Ho paura di morire
non di soffrire
di morire
di un ripetersi insensato
di eterni momenti
privi di significato
dell’assurdità dell’esistenza
dell’inutilità dell’aldilà
e della totale inelluttibilitá
del niente assoluto.
Tutto cio mi affligge
come un male viscerale
che mi piega l’anima in quattro
o quest’involucro febbricitante;
e ancor mi chiedo
una volta svuotato
che cosa ne resta..