Tuo ero ma..

Tuo ero, sono, sempre stato.
Tuo ma non di me, mai mio, mai libero, mai sicuro. Catene di gioia e speranza, di significato ed essenza. Prigioniero di un futuro troppo bello da poter essere scambiato. Il dramma d’un amore insostituibile, a cui tutto di me era legato.
Tutto di me lo è tutt’ora.
E nei miei occhi la pochezza di quant’ero. E tu principessa d’un cialtrone, dama senza castello, regina d’una reggia senza mura. E io misero me, ad avermi come unica cosa da donare. Quanta pochezza ai miei occhi da scambiarti per l’assoluto sogno del mio cuore.
Quanta paura serve a un uomo innamorato per fargli perdere il suo amore? Solo quel tanto che a me è bastato. Quel tanto che gli cala gli occhi, e gli allontana le mani, e gli toglie il calore dalle braccia. Quel tanto che basta a far sentire il suo tutto, poca cosa, dimenticato.
Quel tanto di troppo che piega l’amore d’un uomo nel peccato, e gli fa cercare nella crudeltà quella libertà che tanto ha sperato, d’essere padrone del suo cuore, d’essere del proprio amore comandante e non soldato. Cosi si uccide un sogno realizzato. Così si perde l’unica donna a cui il proprio cuore sempre sarà legato.

2 pensieri su “Tuo ero ma..

  1. Probabilmente tempo, tempo per dimenticare i sogni del cuore, abbastanza tempo per riscoprire nel risveglio inoltrato il dubbio di cosa veramente si fosse amato.
    Solo sul cumularsi del presente, si può edificare una via per fuggire al baratro del passato.

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