Tuo ero ma..

Tuo ero, sono, sempre stato.
Tuo ma non di me, mai mio, mai libero, mai sicuro. Catene di gioia e speranza, di significato ed essenza. Prigioniero di un futuro troppo bello da poter essere scambiato. Il dramma d’un amore insostituibile, a cui tutto di me era legato.
Tutto di me lo è tutt’ora.
E nei miei occhi la pochezza di quant’ero. E tu principessa d’un cialtrone, dama senza castello, regina d’una reggia senza mura. E io misero me, ad avermi come unica cosa da donare. Quanta pochezza ai miei occhi da scambiarti per l’assoluto sogno del mio cuore.
Quanta paura serve a un uomo innamorato per fargli perdere il suo amore? Solo quel tanto che a me è bastato. Quel tanto che gli cala gli occhi, e gli allontana le mani, e gli toglie il calore dalle braccia. Quel tanto che basta a far sentire il suo tutto, poca cosa, dimenticato.
Quel tanto di troppo che piega l’amore d’un uomo nel peccato, e gli fa cercare nella crudeltà quella libertà che tanto ha sperato, d’essere padrone del suo cuore, d’essere del proprio amore comandante e non soldato. Cosi si uccide un sogno realizzato. Così si perde l’unica donna a cui il proprio cuore sempre sarà legato.