Nel vuoto d’Ombra

Quel vuoto negli occhi. Sì, proprio quello.
Lì sei, nel non vedere.
In quel luogo immenso ovunque e mai trovato.
Fisso in quel quadro d’incertezza, pure oggi mi ritrovo
Assorto, come morto e forse qualcosa in più.
Non lo so, contengo qualcosa, come l’ombra che non grida adirata.
Così la mia anima ribolle e io proiettato nella realtà, la mimo, senza voce.
Odio, questa voce d’ombra che mi percuote senza evadere
Senza temere me, senza fuggire dal sangue denso e riverso su quei ricordi.
Così mi cerco le note adatte, in quel vuoto d’ombra
Dove i ricordi mi sono distanti, e pure il tempo e gli istanti
E allora mi pare adesso, ed ora ti ricopro di baci,
allora torna a trovarmi le labbra
quell’allora agognato, stronzo e bastardo
torna a cantarmi di gioia la pelle febbricitante
allora, allora nel vuoto mi stupisco
è allora lì, nel non vedere, nel vuoto d’occhi
che un bacio d’ombra
ti porta a me, nascosti
in quest’immenso mai trovato.

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Incubo Desto

Splende la luna
nel nero contorno.
Stelle fioche e perse,
dietro la volta nebbiosa,
emettono grida soffuse.
La tenebra cala
su tutto
fuorché sui miei occhi
insonni
e il cuore galoppa
verso mille luoghi
privi di meta.
La mente sconquassa,
del mio letto, i veli
burrascosi
e trovo pace
né a destra né a manca
né a destra né a manca
– sempre il tuo volto –
e stringo un lembo
e ne bagno un altro
e il respiro si affanna,
mentre il mondo fuori
è silenzio,
dentro
ogni cosa
mi è vita e tumulto.

Ho paura di morire

– evitare se si ritiene la morte un argomento tabu –

Ho paura di morire
non di soffrire
di morire
di un ripetersi insensato
di eterni momenti
privi di significato
dell’assurdità dell’esistenza
dell’inutilità dell’aldilà
e della totale inelluttibilitá
del niente assoluto.
Tutto cio mi affligge
come un male viscerale
che mi piega l’anima in quattro
o quest’involucro febbricitante;
e ancor mi chiedo
una volta svuotato
che cosa ne resta..