Questa Misura

Questa misura, questa posa!
Dovrei svenare i rami della loro linfa
E scuoiare soli irraggiungibili
Solo per un bacio
Solo per un sogno che mi rasenti
Il reale almeno negli occhi di ieri
Negli occhi che dormono sui folti ricordi
E così mescere stato a non stato
Come acqua nel vino
A sbiadirne il verdetto.
No!
Non è di falsi ricordi
Che ti voglio
Né di veri baci né di labbra suadenti
Ma di me e del mio sguardo ritroso
Così nel non suggerti piena
Ma solo a miraggio lontano
Così a saperti, nascosta,
Diradata negli occhi
Come amore ch’estingua
Così senza baci o ricordi
Saprò tenerti
Dentro l’amore sprangato
Da un grido innascibile.

Quando l’amore non è una scelta

Non è così raro scappare
per paura di essere felici
in un modo che non si era previsto.
Ci si sente costretti
ad una felicità che non si è scelta.
Ed è terribile il modo in cui disperatamente
la si voglia,
non appena è persa.
Non è così raro essere infelici
per paura di essere scappati
da una felicità che non si era prevista.
Ed è terribile
sentirsi costretti
ad aver scelto la propria infelicità.

Un domani troppo recente

Notte insonne
Nuovamente
Cerco disperatamente una via per la pace.
Analizzo le vicissitudini future
Per trovarvi conforto
Senza risultato.
Non posso che amarti
Devo solo imparare a farlo
Senza di te.
Devo solo sapermi vedere
Felice
Senza il tuo viso
Sul mio.
Non è la quadratura degli occhi
A definire il benessere
Ma gli infiniti spazi
Tra il tuo sguardo
È ciò che il mondo ti rimanda.
Mille bugie
Per sopportare
La tua assenza
E riempire un vuoto
Con parole immateriali.
Palliativi
Per un animo rotto.
Ma non conosco il mio destino
Perciò non me ne posso
Disperare.
Non mi resta che aspettare
un domani
Che più non sappia
di passato.

Quando una corda di spezza

Quando una corda si spezza
e solo un filamento rimane
tragicamente ti chiedi
se spezzarlo
e così ora è il mio cuore
appeso
ad un filamento solo
unico e superstite
di questo amore sbagliato.
Tutto dell’evidenza
dimostra l’irreparabile
tutto di quel filamento
dimostra il legame
e grida di speranza:
“tienimi
così che io sollevi il mio compagno
e questi il compagno al suo fianco
e finalmente ogni filamento
s’abbracci al suo fratello
e la corda si rinsaldi
per un nuovo amore”.
Ma la corda è spezzata
e il mondo è brusco
e basta un soffio
a spezzare ogni sogno
così fragile
basta un brusio
a soffocare le voci più candide.
Basta uno sbaglio
a uccidere un futuro meraviglioso
di schianto.
Una corda si spezza
senza rumore
e più nemmeno
la forza di un pianto.

Disperatamente

Disperatamente
cieco e sordo
corre
sotto la pioggia
dei miei occhi
l’amore col tuo nome
e cerca
e scava
e grida
in un mondo senza voce
senza trovare una via
che conduca oltre
la mia pelle.
Inciampa
crolla
senza saper desistere
fino a trascinarsi
e giungere alle ossa
della sua essenza
mentre la pelle
febbricitante
rimane al suolo ruvido
del tuo silenzio.
Non ho consolazioni
per questo mio amico
disperato
fino alla follia
che arde e brucia
e come un incendio
divampa
nel mio petto.
Dunque piango
per placare un poco
questo suo morire
perpetuamente
inconcluso
piango un poco per lui
solo un poco per lui
piango
disperatamente.

Eri tu

Non eri tu
anche se le labbra
lo sembravano
e pure quegli occhi dolci
lo sembrava anche il tuo sorriso
e i tuoi abbracci
e le tue mani morbide
a dir il vero
anche il tuo portamento lo era
e il tuo carattere
e tutto quello che brillava nei miei occhi
lo era
ma non tu.
Tu non eri
perché lei non sarebbe mai uscita
dal mio petto
lei sarebbe qui
e tu non ci sei
lei avrebbe lottato
e tu ti sei arresa
lei avrebbe perdonato
avrebbe rischiato
avrebbe amato
ma non tu
e perciò non eri tu.
Anche se ti amavo
come amo lei
e né te né lei
avrò mai
perché non eri tu
anche se lo sei.

Eppure sopravvivo

Eppure si sopravvive
Quando il cigno muore
E labbra vanno magre di baci.
S’alza al suono notturno
L’animo mio
Come da un canto richiamato
E teso rilascia tremule note di verità.
Non rintocchi, non sussurri
Tutto è nero di possibilità
E dura e si perpetra in me come cadendo
Come nube che s’acciglia al tramonto
E piena si completa di buio
Così, senza scampo, mi chiudo a bocciolo timido
E non evade verun profumo al silenzio.
Tutto me, solo
Percosso di domande
Quale risposta mi soggiogherà?
Tutto è morte o sentore d’aldilà, ora
Che il cigno muore
E le labbra vanno vaghe, via da me.
Ancora solo
Dentro tutta la notte
Eppure sopravvivo.

Come due Fiori

Lontani
come fiori ai lati opposti
di un campo sterminato.
Polline, il pensiero vaga
carezze d’ape
forse anche un sorriso
ti giunge
dal mio antro sconsolato.
Rido,
mentre i petali si flettono
ed il vento incede
addossato alla fiumana colorata.
E questo moto
che da me, primo, parte
mi rallegra.
Un abbraccio,
questo gran coro porta
oltre ad un piccolo sospiro.
Che incede, sussurrato
nella risacca del prato
come se fosse un’illusione.
Questo è il mio abbraccio,
spero che ti giunga
e che tu lo accolga
come un’onda
che cancella
le dure orme del passato.
Sorrido
con gli occhi
salmastri e chiusi
vedendo
in te un sorriso
di sabbia fina, bianca e pura
e mi avvolgo col pensiero
che l’ha generato.